Il Bizzarro Blog Di Gianfro (e dei suoi amici di merende)

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martedì 11 dicembre 2018

RECENSIONE - MEGALO BOX

Guardate bene quest'immagine. Osservatela attentamente in ogni suo singolo dettaglio. Sapete benissimo che questa è un'illustrazione di Megalo Box, l'Anime prodotto da TMS che festeggia i cinquant'anni di Ashita no Joe. E sapete benissimo che questo è il protagonista della serie. Qual è stata la prima cosa che avete notato? Ovviamente l'acconciatura Afro, che lo allontana terribilmente dal Joe Yabuki che conosciamo. E poi, la cosa che risalta ancora di più, oltre a quella chioma incolta, è l'esoscheletro che ha montato sulle spalle, dallo stile squisitamente Cyberpunk, pieno di ruggine, di adesivi, ammaccato come non mai eppure miracolosamente ancora funzionante. Insomma, ad una prima occhiata, questa serie non ha nulla a che vedere con Rocky Joe. Eppure, per quanto l'incipit, l'ambientazione e i personaggi siano stati completamente stravolti, questo è senza ombra di dubbio il più grande omaggio che si potesse fare ad uno degli Spokon più importanti di sempre. Perché affermo tutto ciò, Popolo della Rete? Beh, leggete la recensione e lo scoprirete.
ATTENZIONE, LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER




Una strada a senso unico. Una vita a senso unico. Un talento unico, costretto a cadere al tappeto per voleri ben più forti di un cane randagio, incattivito ancora di più da questa sconfitta continua, nella vana speranza che un giorno la sorte possa bussare anche alla sua porta. Con la morte come unica compagnia (non gradita, ma presente in tutto lo svolgersi della serie) le vicende del protagonista senza nome, comunemente e dispreggiativamente conosciuto come Junk Dog, giungono, sempre più velocemente e inesorabilmente verso un precipizio dal quale lui stesso non vuole tornare, lui, combattente clandestino dei bassifondi di una imprecisata città, ammaestrato per un'esistenza intera ad essere sconfitto, lui che più di tutti avrebbe da dire qualcosa riguardo la Box. Anzi, la Megalo Box.

La nobile arte del pugilato negli anni di questa dimensione narrativa si è evoluta in maniera esponenziale, divenendo il porto dove le tecnologie più avanzate incontrano la potenza di questa disciplina sportiva, creando una miscela perfetta, oltre ad un intrattenimento che esalta tutti i cittadini, dalla metropoli fino alla periferia, dove uomini senza licenza e ID si sbranano a vicenda per un tozzo di pane, o più semplicemente per arrivare alla prossima giornata. A detenere il monopolio totale su questo sport è la compagnia Shirato, una multinazionale che vede nella Megalo Box il futuro dell'intera umanità, che con orgoglio, e con non poca arroganza, sostiene di sapere chiaramente cosa sia la Megalo Box; queste affermazioni non possono che scontrarsi aspramente con Junk Dog, che con altrettanta arroganza si pone a muso duro contro i loro concetti.


In opposizione a lui, il difensore di tali concetti, divenuto egli stesso il simbolo della Shirato e della Megalo Box, l'apice della perfezione tecnologica e sportiva, l'unico pugile in grado di utilizzare la tecnologia dei Gear integrali, un altro cane ammaestrato con cura e precisione, Yuri, il campione numero 1 della Lega di Megalo Box. Ovviamente, nonostante il talento del protagonista, lo scontro che si crea tra i due è tremendamente impari, e il lupo bianco sconfigge con facilità il cane randagio, per poi sfidarlo a raggiungerlo a Megalonia, l'evento mondiale che consacrerà non solo Yuri e la compagnia di cui è simbolo e difensore, ma anche la "loro" idea di pugilato. Una sfida impossibile per Junk Dog, che tuttavia lo esalta come mai gli è successo in vita sua.


L'incipit della serie è questo, una scalinata disperata di un pugile senza nome, accompagnato da un allenatore caduto in disgrazia e oberato di debiti (Gensaku Nanbu), costretti a combattere per raggiungere Megalonia da una Mafia che vuole le loro teste, e che porterà i due a dare il massimo per aver salva la vita, e per ottenere la rivalsa tanto agognata arrivando fino alla vetta. Ed è proprio qui che lo spirito di Joe Yabuki attraversa le epoche per reincarnarsi in Junk Dog (che ad un certo punto prenderà proprio il suo nome, divenendo più semplicemente "Joe") continuando ad alimentare quella fiamma attraverso duri allenamenti e combattimenti al cardiopalma, dove la morte torna più presente che mai sulle spalle del protagonista. È un cammino dell'eroe molto semplice quello descritto in Megalo Box, e tuttavia non per questo meno affascinante e originale, in quanto questo nuovo Joe, pur possedendo la stessa forza fisica e di volontà del precedente, ha un approccio alla vita molto, molto differente, più vicino a quello di un vero cane randagio che a quello di un pugile in cerca di rivalsa, che si traduce in un approccio al pugilato molto più selvaggio e aggressivo, che  lo porta a gravi infortuni e a rischiare più di una volta la sua vita.

Trovata pubblicitaria molto spregiudicata prima, e simbolo di rivoluzione e di ribellione poi, è la decisione del Team Nowhere di far combattere Joe senza Gear, incrociando i suoi pugni con atleti teoricamente più forti di lui. Da qui nasce il mito di "Gearless" Joe, il pugile che incarna nella sua persona la contrapposizione perfetta a Yuri. Un pugile che vive in simbiosi con il suo Gear, e un altro che lo abbandona per dare ancora più forza e convinzione ai suoi pugni, che inutile dirlo, lo portano in cima alla vetta di Megalonia, passando per incontri truccati, minacce, e mutilazioni necessarie per permettere a questo cane randagio di farcela.

Semplicemente esaltante nella narrazione, Megalo Box viene accompagnato da una produzione TMS semplicemente perfetta, con animazioni che trasmettono perfettamente l'energia dei colpi e la carica di ogni incontro, accompagnati da musiche incalzanti e semplicemente perfette per l'occasione. un Masterpiece che impreziosisce ancora di più questa serie, che in molti frame cita e omaggia l'opera originale e la consacra, con un tratto che ricalca, in chiave moderna, il tratto sporco e carico di Tetsuya Chiba, traducendosi in uno stile unico e affascinante. 

Come unico è lo sviluppo di trama e personaggi, che nell'avvicendarsi di incontri e allenamenti, hanno modo di scontrarsi, comprendersi, perdonarsi per errori passati e redimersi, per poi tornare sul ring più carichi di prima. Tuttavia, se c'è una cosa in cui Megalo Box differisce dall'opera di Asaki Takamori, quella è il finale. devo dirvi la verità, Popolo della Rete: ad una prima visione il finale mi ha lasciato parecchio interdetto, pensando erroneamente che tradisse completamente lo spirito originale di Ashita no Joe. Vedere per tantissimi episodi (e anche nei titoli di suddetti episodi) riferimenti continui alla morte avevano alimentato aspettative errate, in quanto stupidamente non mi ero mai reso conto che Gearless Joe non stesse andando incontro alla sua dipartita, bensì stava cercando in tutti i modi di sfuggirle. E soprattutto, non avevo ancora capito che sì, lo spirito di Joe Yabuki risiede in Junk Dog, ma lui e il protagonista originario sono due persone completamente diverse l'una dall'altra, e questa serie doveva consacrare lo spirito di Joe, non sacrificarlo di nuovo. Ecco perché Joe non muore, non vuole morire, non deve morire, perché, molto semplicemente, Gearless Joe ha il compito di trasmettere alle future generazioni quello spirito.



E voi? Cosa ne pensate di Megalo Box? Vi è piaciuto, lo avete odiato? Ditemi come al solito la vostra qui sotto. Noi ci vediamo come al solito qui con il prossimo post, Popolo della Rete. Ciaociao.











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