Il Bizzarro Blog Di Gianfro (e dei suoi amici di merende)

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domenica 6 maggio 2018

(s)PARLIAMONE 6th ANNIVERSARY-DELLA MIA DISASTROSA ESPERIENZA CON FINAL FANTASY TYPE-0 (PARTE 1)

Cominciò tutto nel lontanissimo 2007. A quel tempo Internet era un Sacro Graal non ancora alla portata di tutti, e i PC di tutte le scuole medie divenivano un'oasi per tutti quelli come me alla ricerca di quel quidqui esotico e mistico (principalmente le immagini di Goku Super Saiyan 5 da mettere come sfondo al cellulare e film Porno da nascondere furbescamente in una cartella invisibile su Desktop, alla faccia del K.G.B.). Erano tempi spensierati, ma soprattutto pieni di aspettative per quella che doveva essere la generazione Videoludica più importante per noi fanatici di Final Fantasy: tre titoli tutti accomunati da un unico Pantheon, ma con storie, personaggi ed ambientazioni ben distinti: nasceva il mito della Fabula Nova Crystallis -Final Fantasy XIII-.


Com'è andata a finire questo progetto lo sappiamo tutti (economicamente tutti i titoli dell'Universo Narrativo hanno venduto parecchio, ma hanno letteralmente spaccato in due la critica e i fan, decretandone il mezzo fallimento artisticamente parlando), quindi direi di non dilungarmi ulteriormente sull'argomento, e di passare subito alla vicenda che ha visto coinvolti me, il mio portafogli, e Final Fantasy Type-0, ai tempi Final Fantasy Agito XIII.



Annunciato come uno dei capitoli più cruenti e violenti di tutta la serie, questo titolo per PSP aveva intercettato immediatamente le mie frequenze, per via del contesto narrativo e della grafica stratosferica per la portatile ammiraglia di Sony; e quindi, mosso dall'hype e dal fanboysmo più puro, decido di acquistarlo al Day One... Lì è stato l'inizio della fine.

Passano gli anni, passano i decenni, passano gli uomini che si alternano ai governi, ma di questo benedettissimo Final Fantasy (ci troviamo nel 2011, e il titolo aveva già preso da tempo il nuovo nome di Final Fantasy Type-0) non se ne vede più traccia, fino al suo lancio in Giappone, segnato da un boom incredibile di vendite e dal plauso di critica e pubblico verso questa nuova fatica di Square Enix; nel frattempo il sottoscritto comincia a maledire il creato per non essere nato in Giappone, quand'ecco che lì, come uno strizzone improvviso di diarrea durante un atto di accoppiamento, mi giunge l'illuminazione: comprare il gioco direttamente in lingua originale. In molti mi dissero di desistere da questa decisione scellerata, primo fra tutti mio fratello, che più e più volte mi disse che era in assoluto la più grande puttanata che mi fosse venuta in mente, ma ormai il cervello e il cuore (e un po' di cazzo visto che, obbiettivamente, comprare un titolo in giapponese era una minchiata bella e buona) stavano pianificando come raggiungere tale obiettivo.
Non sapevo che me ne sarei pentito amaramente.

Scandaglio tutto l'etere alla ricerca di un negozio specializzato nella vendita di titoli Import, quando mi imbatto in Gamestart.it, che sorpresa delle sorprese vendeva proprio Final Fantasy Type-0, e non solo, alla modica cifra di 50€ (Porca puttana, ricordatevi questa cifra) potevo avere il gioco in Limited Edition, con colonna sonora su tre CD, Artbook e DVD del Making of. Un affare assicurato. E quindi, vado a prendere i miei soldi avanzati dalle vacanze di Natale, li carico sulla mia carta, e procedo all'acquisto. Seguono due settimane di attesa snervante, ma il fatidico pacco giunge a casa, ed entusiasta come una giovine tredicenne bagnata davanti a Sfera Ebbasta, vado ad aprirlo: ciò che mi ritrovai davanti fu qualcosa di simile al vaso di Pandora, uno scrigno contenente il male puro, ma che emanava un'energia incredibile per il diretto interessato. Apro la scatola, rossa fiammante, e ritrovo tutto il contenuto descritto dal negozio: Colonna sonora, DVD, Artbook. Colonna Sonora, DVD, Artbook. COLONNA Sonora. DVD. ARTBOOK. Non sembra che manchi qualcosa all'appello, Popolo della Rete?


Esatto, come un coglione, mi resi conto di aver comprato la Limited Edition della Colonna sonora, e non del gioco, che ovviamente era assente nella confezione. Non potete nemmeno immaginare la sensazione di bruciore infernale che mi partì dal deretano in quel momento, mentre mio fratello non faceva altro che percularmi e darmi del coglione. Devastato dall'esperienza, decido quindi di scaricare gli ISO del gioco per giocarlo (illegalmente) senza supporto fisico, e anche in questo caso, giornate e giornate spese a spulciare tutti i possibili Blog per trovare quei fottutissimi ISO (dovete sapere che Type-0 è talmente pesante da risultare l'unico gioco PSP ad avere necessariamente due UMD). Finalmente li trovo, li scarico, comincio a giocare finalmente a questo dannatissimo Spin-off, e me ne innamoro follemente. E quindi vissero tutti felici e contenti, giusto? No, perché se è vero che i sogni son desideri, la vicenda non finisce qui...






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