Il Bizzarro Blog Di Gianfro (e dei suoi amici di merende)

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martedì 10 settembre 2013

Burzum - Filosofem: un'incursione nei meandri della disperazione

Varg Vikernes, in arte Burzum è uno dei personaggi più di rilievo della scena estrema scandinava, chiunque frequenti il panorama black lo conosce, purtroppo non sempre a causa della musica.
Infatti, come già detto Burzum è principalmente un personaggio. Negli ultimi anni questo personaggio ha preso talmente il sopravvento sull'artista da fargli pubblicare album che definire merda sarebbe un eufemismo.
Lo ricordiamo per il rogo di 7 chiese nei primi anni 90, per aver frequentato gruppi antisemiti, per avere tendenze religiose non ben definite, tra il satanismo e il paganesimo e infine per aver ucciso a coltellate Euronymous, il chitarrista di un altro grandissimo gruppo black, i Mayhem.
Insomma, un idiota.
Ironia della sorte è stato innegabilmente anche un artista, e a dimostrarlo c'è il fatto che tra un sacrificio a satana e l'altro abbia rilasciato qualche album.
Oggi parlerò di uno di essi, edito nel '96 tramite Misanthropy Records (e questo dovrebbe chiarire parecchie cose), un colosso insormontabile nel panorama black: Filosofem.

<< Quando scende la notte essa avviluppa il mondo in un'impenetrabile oscurità.
Un brivido ascende il suolo e contamina l'aria.. improvvisamente la vita ha un nuovo significato>>

Quello che avete appena letto è il testo della prima traccia del disco, la magistrale Dunkelheit, forse il pezzo più rappresentativo dell'album.
Già dai primi minuti ci accorgiamo di un anomalia dal punto di vista musicale: il dark ambient.
Ci troviamo infatti di fronte ad un metal molto meno violento del solito, che con i suoi arpeggi chitarristici fa quasi da base per un tappeto ambient cupo e atmosferico, il tutto registrato in modo volutamente sporco (altra caratteristica innovativa che ritroveremo in futuro in innumerevoli complessi black)
Ci troviamo davanti a una nuova formula, a una nuova concezione del metal estremo introdotta nel precedente Hvis Lyset Tar Oss, ma ora amplificata e impreziosita,che aprirà presto le porte al depressive black metal (e, di conseguenza a un fottio di gruppi tutti uguali senza arte ne parte, ma non divaghiamo).
Ben presto questi suoni ipnotici e dilatati si fanno spazio nella nostra testa, ci sembra che non ci sia più via d'uscita da quella caverna sonora distorta ed echeggiante.
Ed ecco che giunge il vocalist in tutta la sua maestosità: dimenticate le urla tormentate di Det Som Engang Var, perchè ci troviamo davanti ad una voce più pacata e distorta, che cela un'espressività e una disperazione senza eguali (una leggenda metropolitana afferma che per le linee vocali abbia utilizzato un microfono rotto).
Ora siamo completamente soggiogati dall'universo sonoro di Filosofem, a tratti lento e riflessivo e a tratti frenetico e maligno, come la successiva Jesus 'Tod (Gesù Morto, suona tanto da bestemmione).
Ragazzi, il riff di questo brano penso sia uno dei più maligni e infami che potrete mai ascoltare, la cattiveria.
La batteria fa la sua entrata e solca questi riff malefici come un terremoto inarrestabile
Lo stridio metallico del pezzo viene sovrastato da una linea vocale più ritmata e incazzosa della precedente, ed è una goduria indescrivibile. Alla faccia di tutti quei gruppi deathcore della minchia che si rincorrono a chi fa più il cattivone, si ascoltassero Jesus 'Tod e si facessero le orecchie (picchi di cattiveria così inauditi sono stati raggiunti a mio avviso solo in De Mysteriis Dom Sathanas dei Mayhem, altro ascolto obbligatorio per chi si ritiene almeno un po' interessato al genere).
Forse si poteva ridurre un po' il minutaggio, ma andiamo avanti.
Erblicket Die Töchter Des Firmaments è un misto tra la natura nostalgica e atmosferica di Dunkelheit e l'indole omicida di Jesus 'Tod, e presenta una maturità ancora inedita e un gusto epico e leggendario, con vocalizzi definiti e ritmati ma pacati e narrativi, Varg il cantastorie.
La successiva Gebrechlichkeit I è la madre del Depressive Black, solo chitarra, synth e voce ed è il pezzo che preferisco: tormentata, disperata e strascinata, ripetitiva, poetica e IMMENSA, e a discapito di quanto effettivamente Varg possa essere stato un pazzo psicopatico ci dimostra una sensibilità e uno spessore artistico mastodontici. Non mi stancherò mai di ripeterlo: VARG È UN'ARTISTA DA AMMIRARE.
..E un viking-nazi-pagan-coglione, sì.
Ci troviamo ora dinnanzi all'episodio più bizzarro e ostico dell'album:
Rundgang Um Die Transzendentale Säule Der Singularität.
25 minuti di ambient, 25 estenuanti minuti di ipnosi, ma vale l'ascolto di ogni secondo.
Pezzo sognante e ben arrangiato (da qui nasceranno in seguito le successivi due release di Burzum, Daudi Baldrs e Hildskjialf, lavori completamente Dark Ambient.).
Giungiamo quindi all'ultimo pezzo, Gebrechlichkeit II.
Un introduzione di effetti sonori indefinibili che in oltre 3 minuti di fading si orientano verso l'ormai consueto compromesso di chitarra distorta e synth.
Quello che abbiamo appena ascoltato è un'opera d'arte. Certo, oggettivamente non ci sono soluzioni particolarmente originali o tecniche o fantasiose o quant'altro, ma in fondo il black non si è mai basato su questo.
Non troverete nulla di pretenzioso a livello compositivo in quest'opera, ma solo tanta, tanta emozione.
È un viaggio onirico, un'incursione nei meandri della disperazione attraverso la sensibilità di un artista di indiscutibile influenza.
Insieme a Live in Leipzig e a De Mysteriis Dom Sathanas dei Mayhem rappresenta una pietra miliare di inestimabile pregevolezza, e pochi cazzi: è storia, come lo può essere un Paranoid o un Reign in Blood.
Vi invito quindi a trovare un po' di tempo e a lasciarvi attanagliare nell'universo di Filosofem, lungi dal cercare un album complesso o articolato o simili.
Buon ascolto, buon viaggio.

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