Il Bizzarro Blog Di Gianfro (e dei suoi amici di merende)

Il Bizzarro Blog Di Gianfro (e dei suoi amici di merende)

sabato 24 agosto 2013

Monografie Musicali - Avenged Sevenfold


Salve popolo della rete, oggi ho intenzione di cominciare una monografia sulle band musicali e di ragionare (IN MANIERA ASSOLUTAMENTE PERSONALE) sui loro lavori. Vorrei cominciare, siccome è uscito il nuovo album e siccome voglio chiarire una volta per tutte cosa ne penso su questa band, con gli Avenged Sevenfold. Allora chiariamo subito che gli Avenged MI PIACCIONO, e che reputo la sbandata di Hail to the King imperdonabile. PUNTO. Non voglio più ritrattare su questo argomento. Il perché mi sia incazzato così tanto riguardo quest'album non è tanto il fatto che è copiato, COPIATO, ad altre band del Metal mainstream, ma che non è un lavoro degli Avenged, ma di qualcuno svogliato e che è stato sicuramente pagato per fare questo progetto. Adesso che la premessa è finita, cominciamo ad analizzare gli album della band.



- Sounding the Seventh Trumpet
Le opere prime, si sa, non sono perfette, pochissimi artisti hanno fatto il grande album a inizio carriera (Jimi Hendrix, Frank Zappa, KoRn) e hanno in se la voglia di mostrare le proprie capacità alle Major. Non potevano essere da meno gli A7X che con Sounding the Seventh Trumpet non firmano certo un album grandioso, ma nemmeno un album gradevole visto che il 50% delle canzoni sono pessime. Lo stile si fa sentire, ricordo che uscì nel 1999, quindi in piena esplosione Nu Metal, ovvero dove il Metal classico prendeva una svolta molto più oscura e si apprestava ad intraprendere la via del Black, e dove quello sperimentale contaminava il rumore Bianco con Console da DJ, campionatori, percussioni e ritmi Latino-Americani e suoni tipici del Funk e della musica Nera in generale. Gli A7X si trovano in mezzo e concepiscono un album che è sicuramente Nu Metal nella mentalità, perché non è uguale né ai Metallica, né ai Pantera e nè ai Megadeth e non è uguale alla tendenza Black, ma non è (OVVIAMENTE) nemmeno il Nu Metal dei Limp Bizkit o degli Incubus, è più direzionato nella struttura e nelle sonorità delle canzoni al Grunge e al Noise, infatti mancano quasi del tutto gli assoli di chitarra. E' un album sparato a mille e incasinatissimo, in cui si sentono già i suoni tipici della Band ma che sono completamente offuscati dal voler mettere in bella mostra la tecnica. Unica canzone veramente ottima è Streets, in cui uniscono alla grande tutte le cose sparpagliate nell'album, ( ci fosse stato un grande assolo sarebbe un capolavoro ) e la ballad Warmess on the Soul, bella e calmissima. Il resto è tra il gradevole e il pessimo, anche perché registrato un po' a casaccio. Ma le premesse per fare bene ci sono tutte, e si capisce già dal primo album quale fosse la giusta strada da intraprendere.



- Waking The Fallen
Quest'album segna un mezzo punto di svolta per la band, perché entra definitivamente a far parte della formazione il talentuoso chitarrista Synister Gates, e perché intraprende la strada del Metalcore caratterizzando Waking the Fallen con tonalità molto cupe e scure, che li avvicinano (con le dovute eccezioni e precauzioni) ai Bullet for My Valentine e agli A Day to Remember. L'album in se non è male, porta alcune influenze sentite in ST7thT a un livello successivo e Synister si dimostra un grande chitarrista con le sue doti tecniche e i suoi assoli, ma non convince appieno la strada del Metalcore che nella maggior parte dei casi non concede libera interpretazione e contaminazione ( Tranne ovviamente Ill Nino, ma purtroppo non si nasce tutti Ill Nino). E' un album da ascoltare ma che non ha ancora quella scintilla che faccia esplodere completamente la band a livello di sonorità. Le canzoni più rilevanti e più belle sono UnHoly Confessions, Second Heartbeat e Clairvoyant Disease, soprattutto la seconda che contiene un assolo spettacolare di Synister, e in generale ha una base ritmica e di tonalità mostruose, davvero ottima. Il resto si lascia sentire senza infamia e senza lode.



- City of Evil
E arriviamo al capolavoro degli A7X. In assoluto il mio album preferito della band, qua si vede alla grande il salto di qualità della band che abbandona quasi del tutto le sonorità Metalcore per sposare uno stile che si rifà alla grande alle Band preferite del complesso Californiano, principalmente Pantera, Iron Maiden e Dream Theater. E' un album che non sbaglia mai un colpo, che ha tutto al posto giusto e che fa vedere cosa sono realmente capaci di fare gli A7X. Già la prima canzone, The Beast and the Harlot ti fa capire che ci troviamo di fronte al miglior lavoro sia dal punto di vista musicale che tecnico. Gli assoli sono un tripudio di duelli (che Synister Gates vince sempre) tra le due chitarre, una batteria veloce, precisa e di incredibile qualità, qui The Rev si concede virtuosismi nei cambi di tempo impressionanti, e una voce che per fortuna non adotta più lo Scream per concederci un Matthew Shadows grandioso ed elegante. Le contaminazioni si sentono a manetta e le canzoni sono tutte bellissime, non c'è scampo, è un album grandioso su tutti i punti di vista. Le migliori in assoluto sono (in ordine sparso) Sidewinder, M.I.A., Streght of the World, The Wicked End,  Beast and the Harlot, Bat Country e la meravigliosa ballad Sieze the Day. Non c'è niente da fare City of Evil merita alla grande.



- Avenged Sevenfold
Un album, strano, talmente tanto strano che i molti fans che aspettavano un City of Evil 2.0 sono rimasti delusi. Avenged Sevenfold segna un passo ancora più in avanti rispetto al precedente lavoro dal punto di vista sperimentale, portando la Band a soluzioni e contaminazioni da vari generi (Folk Rock, Power Metal, Ska, sonorità tipiche dei film di Tim Burton, etc.) e avvicinandoli di conseguenza a Band "Prog" (No, stavolta non ai Dream Theater) come Rush e Journey (SEMPRE dal punto di vista delle sperimentazioni, no a livelli di suoni, perché ci troviamo su un altro pianeta di un'altra galassia di un altro Universo). Come al solito, andando contro corrente su tutti, l'album mi è piaciuto molto, non come City of Evil ma ho apprezzato tantissimo la voglia di provare nuove vie musicali da parte degli A7X. Ovviamente ai più le canzoni che sono piaciute sono Afterlife, Almoust Easy, Gunslinger e A Little Piece of Heaven. Io vado come sempre in culo ai pregiudizi dei Metalloni del cazzo e dico che Tutte le canzoni sono belle, perché hanno tutte un qualcosa di differente e affascinante, e l'album si fa ascoltare che è un piacere, stavolta c'è ancora più intesa tra i membri della Band e la produzione questa volta ha permesso che gli Avenged Sevenfold ci dessero il loro album più personale. Un buon lavoro che viene convalidato dalle sempre più meravigliose Ballad Dear God e Gunslinger, davvero struggenti e romantiche (A modo loro). Ovviamente come detto prima quest'album non l'ha apprezzato nessuno perché non c'era abbastanza Metal, e quindi i fans di merda piangono, mentre io invece rido alla grande e mi godo un grande album (forse l'ultimo veramente degno di apprezzamento).



- Diamonds in the Rough
Questo disco non lo considero nemmeno un vero e proprio Album, visto che di solito gli album ufficiali di una band non hanno cover e versioni rimasterizzate di vecchie canzoni, specie se così recenti come Afterlife e Almoust Easy. Di questo Diamonds in the Rough non si salva molto, come detto in tutti gli album la Ballad è impeccabile (Until the End) e le uniche canzoni veramente degne di nota sono Tension, con sonorità veramente Prog, che strizzano l'occhio ai Dream Theater, e Crossroads, che sarà un imput molto importante e (Dannatamente) sfruttato nel lavoro successivo. In definitiva una raccolta di B-sides che fa felice solo il Fan sfegatato, dato che a impreziosire questa raccolta piuttosto merdosa c'è l'eccellente Live in the LBC, davvero una lieta sorpresa, visto anche il livello incredibile che la Band raggiunge quando suona i suoi pezzi dal vivo.



- Nightmare
Non c'è bisogno nemmeno di raccontare le vicende Pre-Nightmare, ma per quelli che non conoscono la storia: The Rev è morto, e il mondo compiange nel 2009/2010 un grandissimo batterista, e gli A7X perdono un loro fratello che gli aveva accompagnati per tutti quei meravigliosi anni fatti di musica, concerti, bevute e grandi risate. E così, quello che doveva essere un viaggio epico e travolgente si trasforma in un tragitto verso un nuovo suono fatto di tristezza e lacrime versate per James Sullivan. Così mi piace pensare Nightmare, un Dark Concept Album concepito per commemorare la prematura scomparsa di The Rev. Dal punto di vista umano il lavoro è encomiabile, è in assoluto il lavoro più tormentato della band e quello più personale e fragile, ma dal punto di vista musicale è un muro, duro, spessissimo e dannatamente cupo. Nightmare acquista così una doppia valenza che lo rende un Album veramente difficile da apprezzare in toto, perché il più delle volte il lato umano della band sovrasta il lato musicale ed è piuttosto complicato ascoltare in modo critico. Ma per fortuna, dopo l'Hype mostruoso che mi venne quando sentii che il mio Batterista preferito, (era anche il batterista preferito di The Rev) Mike Portnoy, avrebbe registrato le parti di batteria di Nightmare, e dopo un primo, un secondo, un terzo, un quarto, un milionesimo ascolto dell'album, posso dire che Nightmare riprende le sonorità di Waking th Fallen aggiungendo contaminazioni dei precedenti album e dando (purtroppo) una leggerissima ma sempre presente sensazione di "già sentito". Con questo non sto dicendo che Nightmare sia un brutto album, anzi, è un album ben fatto, che fa il suo lavoro, ovvero commemorare The Rev, in maniera eccelsa, ma che da anche un pochino di delusione, dato che riprende un lavoro precedente che non aveva grandi qualità, se non l'eccelsa tecnica di Synister e le parti ritmiche eccezionali. Un album molto controverso che ha venduto un casino (è l'album più venduto degli A7X) ma che non ci da gli A7X energici ed eccezionali che eravamo abituati a sentire. Come al solito le Ballad sono eccezionali, hanno raggiunto il culmine della perfezione, sono straordinarie, e i pezzi più coinvolgenti sono appunto quelli più "sperimentali" come Nightmare, Danger Line, Fiction e Save Me (la partitura di batteria di questa canzone l'ha completata Mike Portnoy e sente delle influenze tipiche dei Dream Theater). Un buon Album che però fa presagire a qualcosa di nuovo, che però (Dal MIO punto di vista) non è stato raggiunto per niente nel lavoro successivo.



- Hail to the King
Su questo album non ho più molto da aggiungere, dato che tutto quello che avevo da dire l'ho già detto nell'articolo precedente a questo. Una commercialata bella e buona, fatta per spillare Big Money ai fanboy e che ha deluso parecchi miei amici appena uscito. Non tutti sono rimasti scontenti di HttK però, c'è qualcuno che ci vede qualcosa di buono, infatti non smentisco che alcune idee presenti nelle canzoni non erano male, ma sono state sfruttate malissimo, e l'unica canzone che mi ricorda gli A7X è Planets, ma non basta una canzone appena sufficiente a farmi rivalutare completamente un'album che, come detto nel post precedente, fa acqua da tutte le parti. Non si salvano nemmeno la Ballad, che non mi trasmettono praticamente nulla, sono piattissime e le ho già sentite da milioni di parti una cosa del genere, e mai mi sarei aspettato che gli Avenged avrebbero fallito in una Ballad, visto che sono i loro pezzi che da inizio carriera non avevano mai calato, anzi, erano sempre migliorate. Un album di transizione che spero sia l'unico passo falso della band.




Bene popolo della rete, io ho finito la Monografia sugli Avenged Sevenfold, spero abbiate apprezzato nonostante la lunghezza, e spero che qualcuno di voi abbia capito che gli Avenged mi piacciono, e potranno anche fare album merdosi, ma non posso rinnegare il fatto che adori la band nelle sue indubbie qualità. Ci vediamo a un prossimo Post. CIAOCIAO

Nessun commento:

Posta un commento