Il Bizzarro Blog Di Gianfro (e dei suoi amici di merende)

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mercoledì 14 agosto 2013

Meglio e Peggio (musicalmente parlando) 2011/2013 - Meglio

E continuiamo con la classifica del Meglio. Cominciamo con quello che probabilmente è il disco Italiano più bello degli ultimi 5 anni, ovvero L'Album Biango di Elio e le Storie Tese.


Elio e le Storie Tese li conosciamo tutti, nei loro pezzi c'è la Maestria di grandi Musicisti unita a una satira e a una comicità pungente e senza mezzi termini che è diventata il loro marchio di fabbrica. Non andavano a Sanremo da anni, era da La Terra dei Cachi che non partecipavano, ma quest'anno finalmente ci degnano della loro presenza al festival più falso e prevedibile di tutta Italia e portano un pezzo, ma un pezzo, che diventa un tormentone incredibile, La Canzone Mononota... Successo BESTIALE, premi a non finire e un eccellente riscontro di critica e di pubblico, ma cos'è veramente La Canzone Mononota? Come detto prima è una Critica, una letterale presa per il Culo a tutto il Panorama Musicale Italiano che continua anno dopo anno a sfornare merde su merde sempre uguali. Quindi la Musica qui in Italia è diventata MONOTONA in poche parole, perché monopolizzata da vincitori di Amici e cazzi vari privi di eterogeneità, e Elio e le Storie Tese sanno che la situazione ha raggiunto definitivamente il fondo, quindi che fanno? Dimostrano che si può fare un grande pezzo, cambiando 4 volte su 3 i tempi e passando dal Funk alla Samba senza alcun problema (e qui vedi l'estro tecnico del gruppo, Christian Meyer sei un mostro), facendolo girare su un solo accordo, quello di DO. Questa cosa ovviamente non l'ha capita nessuno, perché come detto nel Peggio la massa, specialmente quella Italiana, non capisce mai un cazzo e si fa infinocchiare alla grande dalle case discografiche. Comunque oltre alla Canzone Mononota l'album gira alla grande: le canzoni sono tutte belle, difficilmente ho visto un lavoro del genere fatto da un'artista o un complesso del mio Paese, a parte nel campo della musica indipendente. Dannati forever, Il complesso del 1 Maggio, Il Ritmo della Sala Prove, Enlarge (Your Penis) valgono sempre e comunque il prezzo del CD, per non parlare di Amore Amorissimo e Luigi il Pugilista. Ottimo, davvero un ottimo lavoro.







 Proseguiamo con i Dream Theater, che paradossalmente l'anno scorso sfornarono un ottimo album, A Dramatic Turn of Events, in assoluto il miglior album post-Octavarium della band e il primo album senza Mike Portnoy alla batteria. Il CD contiene Canzoni molto buone, eccetto alcuni pezzi un pochino troppo allungati e alcune canzoni non proprio esaltanti (Lost not Forgotten un ottimo esempio, poteva risolversi benissimo in 7/8 minuti e invece ne dura 11) ma tutto il resto si assesta su ottimi livelli. On the Backs of Angel è ispirata, certo copiatissima nella struttura a Pull me Under  ma inaspettatamente fresca e coinvolgente, per non parlare dell'assolo di Jordan Ruddess, che si riscopre alla grande e ci regala una Tastiera Fantastica. Seguono a ruota libera una fantastica Bridges in the Sky e Outcry, anche se quest'ultima soffre del fatto che è stata allungata parecchio e (come detto per Lost not Forgotten) che poteva risolversi in 7/8 minuti. Assolutamente magistrale e maestosa l'accoppiata Far From Heaven e Breaking All Illusion, che segna il ritorno dopo Train of Though dello schema "Ballad+Suite Strumentale" presente per la prima volta in Images and Words (Waiting for Sleep+Learning to Live). In conclusione A Dramatic Turn of Events è un ottimo album Progressive Metal, che non raggiunge certamente i livelli di Scenes from a Memory o Six Deegres of Inner Turbulence, ma si assesta su ottimi livelli e che restituisce ai fan quello che aspettavano da anni, ovvero il suono e il gusto nella scelta di Melodie Composite ma allo stesso tempo Emozionanti che I Dream Theater avevano perso, e che a quanto pare hanno perso di nuovo con The Enemy Inside.





Ritorniamo nella musica Italiana per parlare un po' del panorama Rap. Ormai è cosa nota e arcinota che il Rap a livello di Major è morto e sepolto, e Moreno, insieme a Emis Killa, a Fedez e ai Club Dogo con quel vomito di PES li hanno dato la zappata finale. Ma, come in "La Notte Dei Morti Viventi" del Grande Romero il Rap è uscito dalla tomba in maniera sporca, grezza e cattivissima, grazie alla Vecchia Scuola (Bassi Maestro, Ensi e Kaos One) e grazie anche a Machete. E qui chiudo tutto.



Perché Machete è ufficialmente riuscita a farmi rivalutare completamente il mio personale pensiero sul Rap Italiano, grazie soprattutto alla figura di Salmo. E infatti Machete Prod. si merita un bel Triplete nel Meglio grazie a Machete Mixtape Vol. I e Vol. II e grazie anche a Bloody Vynil Mixtape Vol. I del mitico DJ Slait. questi tre mixtape sono ottimi sotto ogni punto di vista e vedono partecipazioni di lusso di artisti come Rocco Hunt, Bassi Maestro, Ensi, Clementino Iena White, Madman e tanti altri. Ovviamente grande spazio alle nuove leve che vanno alla Grandissima. Menzione speciale va a  Nitro, che pur essendo uscito da quella merda di Spit si è subito discostato e per ripicca ci fa pure un pezzo in cui prende per i fondelli il programma di MTV. Quindi un ottima Machete Prod.



E già che ci siamo parliamo di Death USB e Midnite di Salmo, due dei migliori album Rap usciti in questi anni. Salmo in Death USB è incazzatissimo, se la prende con tutto e tutti; questo lavoro ha il sapore dell'Apocalisse, della fine completa, non c'è salvezza, perché "Anche alla Fine del Mondo i Leccaculo avranno un posto in prima fila" per il Rapper Sardo. Death USB ha suoni cupi, sporchi, e quasi tutti di origine Dubstep, con i bassi droppati al massimo e sporchissimi, ma non quello sporco di polvere, no, è quasi unto, viscido, quello sporco che sai di toccare tutti i giorni ma che se ci pensi ti fa uno schifo incredibile, ecco Death USB (almeno per me) mi da la sensazione di uno sporco, lo sporco Italico fatto di minorenni molestate dai preti e dei politici che ce la mettono perennemente nel culo, che non si leva più per quanto è accumulato, davvero un album che muove rabbia e violenza. Certo non è un capolavoro, perché i capolavori sono ben altri, ma raggiunge livelli veramente alti.

E poi Midnite. Qui Salmo abbandona la maschera, ma non la cattiveria e il gusto per il macabro: cambia la faccia ma non cambia un cazzo in definitiva, perché Salmo mantiene il suo modo di vedere le cose. Rispetto a Death USB il tono è molto più maturo e per certi versi serioso, non serio, non confondiamo le cose. In ogni caso Midnite è un eccellente disco di buon Rap, e va ascoltato pensando al fatto che Moreno si crede più forte e più bravo di questi che lo fottono in un millisecondo, PUNTO. Siccome non sono ancora contento ci infilo due album che hanno veramente il Prog nel sangue, ovvero Nine dei Circus Maximus e The Raven That Refused To Sing di Steven Wilson.







Su questi non ho da dire molto, se no che i Dream Theater dovrebbero prendere esempio da loro per ricominciare a fare belle canzoni. I primi soprattutto rispecchiano una giusta commistione di Prog, Rock classico, un pizzico di Pop ed Heavy Metal di quello fatto bene, cioè non quello contemporaneo per intenderci, davvero un grandissimo disco che va ascoltato e ascoltato.

Invece Steven Wilson è uno spettacolo mostruoso, riprende tutto quello che Frank Zappa ha portato nel panorama della Fusion e del Progressive Rock e lo eleva alla grande. Un Album talmente Bello e, come dire, Onirico, che non ho fatto altro che pensare: Cazzo, questo è meglio anche dei Pink Floyd. E non sto esagerando. A proposito dei Pink Floyd ci tenevo a fare una piccola parentesi riguardo il concerto di Roger Waters all'Olimpico: Ragazzi, non esaltatevi, non avete visto altro che il solito spettacolo dei Pink Floyd senza i Pink Floyd (metà della band è morta),  io sono rimasto di sasso quando ho letto di alcuni che hanno scritto su Facebook: Lo Spettacolo più bello della mia vita, il miglior Concerto Live di sempre... OH! avete visto uno spettacolo che avevano già fatto tanto tempo fa e che è stato riproposto senza i Pink Floyd, tratto dall'album più Mainstream e meno Sperimentale dei Pink Floyd. Basta! E' questa un'altra pecca dei giovani di oggi, tendono a mitizzare troppo quando non si dovrebbe fare, i Pink Floyd non sono divinità, Roger Waters non è Dio sceso in Terra, piuttosto vanno ringraziati per aver fatto tante cose buone ma poi basta cazzo! E poi Frank Zappa, riconosciuto da tutti come IL Compositore più prolifico e più grande del 20° Secolo e considerato da tutti i musicisti come il NUOVO MOZART non viene cagato da nessuno, e Frank Zappa era molto più sperimentale e pazzo dei Pink Floyd, poco ma sicuro. Perché i Pink Floyd hanno veramente sperimentato fino a quando c'era quel Genio di Syd Barrett, dopodiché è arrivato il momento Ammoscia Palle con quel Deficiente di Gilmoure.



E arriviamo infine con il Miglior Album dell'anno, ovvero Random Access Memory dei Daft Punk.



 Io sono rimasto sbalordito dalla bellezza di quest'album e dall'amore dei Daft Punk per gli anni '70/'80, è semplicemente magnifico, non sbagliano un colpo, sono perfetti, le collaborazioni sono fantastiche e Giorgio by Moroder è uno dei pezzi strumentali più belli che io abbia mai sentito. Questo significa essere un complesso attivo da tantissimi anni e sapersi rinnovare lavoro dopo lavoro. Perché i Daft Punk cambiano in continuazione, non si fermano mai, ragazzi vi faccio presente che tutti i suoni e gli effetti sono composti con il Moog Modular, completamente in analogico, comporre tutto un Album usando un Moog Modular è davvero da grandi e pazzi Artisti. in Assoluto la più Grande sorpresa dell'anno e in assoluto il Miglior Album dell'anno. Non ho parole, sono dei Geni completi, e meritano di essere il duo di DJ migliore di tutti i tempi (alla faccia di Skrillex, TIE'!). In definitiva Random Access Memory merita di essere ascoltato e ascoltato milioni e milioni di volte. Bene, io ho concluso, spero che questa raccolta vi sia piaciuta e ci rivediamo al prossimo post, che siccome mi sono stancato di scrivere sarà il resoconto finale del Meglio e del Peggio di questi anni. CIAOCIAO

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